Perchè investire nell’Arte

Dopo un po’ di tempo trascorso ad “arteggiare” e girare il mondo insieme alla mia pittura, ho deciso finalmente di espormi parlando di un argomento molto interessante soprattutto in virtù di un periodo difficile ed impegnativo come quello attuale.
Voglio parlarvi dunque della possibilità di investire i propri soldi in modo intelligente e soprattutto molto fruttuoso nell’arte.

7 buoni motivi per investire nell’arte

  • È fruibile! Rispetto ad ogni altra forma di investimento tradizionale permette al possessore di fruire esteticamente dell’opera. Appendere un quadro alle pareti di casa è sicuramente diverso che avere il certificato di un titolo azionario;
  • E’ l’unico settore che fonde collezionismo e ritorno economico.
  • È redditivo nel tempo. l’investimento in opere d’arte contemporanea permette un tasso di guadagno molto più elevato nel lungo termine, soprattutto in Italia e rispetto alle opere d’arte di altri periodi storici.
  • È un elemento di diversificazione;
  • I guadagni sull’investimento in arte non sono tassati.
  • L’arte rappresenta una possibilità d’investimento la cui curva non solo non è influenzata dall’andamento di altri investimenti quali materie prime, obbligazioni e azioni, ma addirittura rimane in positivo anche nei giorni del cosiddetto bear market.
  • Chi investe nell’arte contemporanea entra nella Storia della Cultura e dell’Arte e la mantiene viva.

Anche il noto economista Claudio Borghi è sulla stessa linea di pensiero: “Una delle “eredità” più terribili di questa crisi è stata la caduta delle sicurezze. Dal posto di lavoro agli investimenti tradizionalmente considerati “sicuri” tutto si è rivelato fragile e rischioso… E’ quindi una buona occasione per considerare una forma di investimento alternativa come quella in opere d’arte che, al contrario, sta rivelando insospettabili punti di forza.”

Che cosa “tira” oggi?
In questo momento si sta riscoprendo il classico, la pittura, considerata più rifugio e più tangibile, ma anche le foto hanno un buon mercato, così come i media alternativi, insomma dipende dall’artista.Tra noi giovani artisti c’è un grande proliferare di tecniche: il consiglio prezioso che posso darvi è che se si vede che c’è il talento e che le opere sono convenienti bisogna buttarsi, sia perché così si supporta un giovane, sia perché, appunto, c’è convenienza.

gallery-expoScegliete il Cuore
il mercato spesso tende a proporre opere di artisti già famosi e a prezzi per nulla convenienti, considerando l’opera d’arte oggetto d’investimento e non prodotto di un’emozione, a sua volta capace di generare emozioni. Gran parte delle opere d’arte moderne per di più non sono emozione ma provocazione!
Bisogna ristabilire il valore reale dell’opera d’arte, i veri collezionisti sono a mio avviso coloro che seguono il cuore e i sentimenti piuttosto che l’andamento della “borsa dell’arte”. Così facendo non solo si da valore all’origine dell’arte come motore di emozioni, ma c’è soprattutto l’occasione di fare veri e propri affari!


Vantaggi per i liberi professionisti e le aziendea-voice-for-women
Poche aziende, in Italia, sono a conoscenza dei numerosi vantaggi che derivano dalla creazione di unacollezione corporate (collezione aziendale). Collezioni d’arte aziendali così come le conosciamo oggi sono un fenomeno nato negli Stati Uniti negli anni’30, promosso dalle prime ricche corporation per via delle consistenti detrazioni fiscali. Anche in Italia i soggetti come banche, assicurazioni, fondi pensionistici, imprese industriali ma anche piccole e medie imprese, così come i liberi professionisti possono trarre dei benefici e aumentare il rendimento del proprio patrimonio grazie all’investimento in beni artistici.
Una delle agevolazioni fiscali è che il possesso delle opere d’arte non sono soggette a tassazione. Inoltre, una società o un’impresa, ha la possibilità di scalare per intero i costi delle opere acquistate, con un risparmio fiscale del 35% in 5 anni (7% all’anno), purché esse vengano esposte nei locali di rappresentanza, mentre i liberi professionisti possono dedurre l’1% come spese di rappresentanza, esponendo le opere di cui sono proprietari.

 

sgarbi-sepeVantaggi per i soggetti privati
La legislazione italiana favorisce il collezionista e l’investitore privato: sui guadagni provenienti dalla compravendita di proprie opere d’arte, non è prevista nessuna tassazione e il possesso delle opere non va denunciate nella dichiarazione dei redditi. Questo significa, poter trarre un profitto senza dovere nulla all’erario. Tuttavia, ai fini fiscali, un collezionista rimane considerato “privato”, fino a quando l’attività di compravendita delle opere non assume i connotati dell’imprenditoria organizzata, ovvero non abbia il requisito della “commercialità”.

 

Dunque se hai deciso di investire con intelligenza il tuo denaro e creare con criterio la tua collezione, o magari arricchirla, dai pure uno sguardo alle opere in vendita e contribuisci a mantener viva la Storia della Cultura e dell’Arte e a valorizzare i giovani che mettono anima e cuore in ciò che fanno.

Se qualcuno volesse farmi domande più specifiche, sarò pronto a rispondere.

Perchè investire nell'ArteMario Sepe
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